Le gare di arrampicata a Bismantova

Alla Pietra di Bismantova due dei settori più frequentati dai climber sono le “Gare vecchie” e le “Gare nuove”. Dal nome dei due settori si intuisce che nel passato siano stati testimoni di gare di arrampicata. Queste poche righe vorrebbero ricordare i fatti e i personaggi che hanno dato i nomi a questi settori.

Occorre fare una premessa: nella prima metà degli anni Ottanta, dapprima in Francia poi anche in Italia, si sviluppa l’arrampicata sportiva, non più finalizzata ad allenamento per le grandi cime delle Alpi ma come attività a sé stante. Nascono i primi campioni che riempiono le pagine patinate delle riviste con foto dove viene messo in risalto il gesto atletico e non più la montagna. L’asticella delle difficoltà comincia ad alzarsi e con una rapidità sorprendente.

Il mondo dell’alpinismo rappresentato dal CAI aveva sempre rifiutato l’idea di una gara di arrampicata per determinare il “campione” ma questo tabù viene infranto, dapprima in Francia poi, nel 1985, anche in Italia a Bardonecchia con la manifestazione “Sport Roccia”. Ma il CAI si defila dal capire queste nuove idee e spetta ad altre associazioni e a persone non ancorate a modelli classici di organizzare le prime gare di arrampicata in Italia.

Le “Gare Vecchie” del 1986

Roccia Continua rimuove gli spit delle gareNell’aprile del 1986, la UISP organizza una gara di arrampicata nazionale a Bismantova, tra le prime in Italia. Il promotore è Maurizio Marsigli (detto Il gatto) di Bologna, che riesce a coinvolgere alcuni alpinisti di fama come Heinz Mariacher. Come palcoscenico della gara viene individuato il settore della Pietra tra l’attacco della via degli Svizzeri e la via Zuffa-Ruggero, oggi conosciuto come Gare Vecchie.

La roccia è vergine, nessuno aveva pensato che si potesse salire in libera e qui vengono tracciati alcuni tiri, ottimamente protetti a spit. Uno dei tracciatori è Alberto Corticelli, fortissimo climber bolognese prematuramente scomparso in un incidente di canoa. Questa edizione è passata alla storia non tanto per i risultati arrampicatori ma per la contestazione alla gara.

Un gruppo chiamato “Roccia Continua” (*) di notte toglie gli spit su alcuni tiri attrezzati per la gara e diffonde un volantino di critica alle gare e alla profanazione della roccia con l’uso degli spit. Vengono anche inviate ai giornali locali alcune foto di ragazzi mascherati da passamontagna che tolgono gli spit appena messi per la gara e un volantino viene diffuso con le motivazioni del gesto. La gara a Bismantova, a causa del maltempo, non viene conclusa e viene terminata dopo qualche settimana a Badolo con la vittoria di Rolando Larcher.

Le “Gare Nuove” del 1989

Per la seconda edizione delle gare a Bismantova bisogna aspettare il 1989. Questa volta a organizzare l’evento è la FASI, la neonata federazione italiana di arrampicata sportiva. La guida alpina Andrea Plat viene incaricata di tracciare gli itinerari della prova e come zona viene scelta la parete della Pietra vicino al campanile CTG (oggi appunto Gare Nuove).

Le pareti sono gialle e strapiombanti per cui è necessario un lungo lavoro preparatorio di sistemazione, con la rimozione della roccia friabile e la creazione di appigli scavati. In quel settore di parete esistevano alcune vie di arrampicata su staffe che furono cancellate dai tiri sportivi.

La gara di arrampicata, articolata su 3 giorni, vide la partecipazione di circa 90 atleti tra i migliori d’Italia. La classifica maschile fu vinta da Alberto Gnerro e la femminile da Paola Pons. Anche in questa occasione torna a farsi sentire Roccia Continua ma, a causa del presidio giorno e notte della parete da parte degli organizzatori, la denuncia si limita ad un comunicato stampa inviato ai giornali.

Bismantova, dopo 40 anni

Passati quasi 40 anni dalla prima gara e dalla contestazione di Roccia Continua, si può analizzare che cosa è rimasto nel mondo dell’arrampicata e sulla Pietra di Bismantova. L’arrampicata sportiva è cresciuta e oggi la maggior parte di chi frequenta la Pietra predilige salire tiri sportivi piuttosto che le classiche vie alpinistiche.

Come conseguenza, il numero di tiri è cresciuto esponenzialmente; di pari passo la sicurezza per chi arrampica è aumentata, passando dagli spit da 8 mm a quelli da 10 mm fino ai fittoni resinati in acciaio inox. Parimenti è diminuita la distanza tra le protezioni riducendo il rischio in caso di caduta per chi arrampica.

L’arrampicata sportiva è diventata uno sport olimpico con campionati nazionali e internazionali. Si è capito che non è possibile svolgere queste gare su pareti naturali, trapanando la roccia e ormai le gare di arrampicata si svolgono al chiuso all’interno di strutture dedicate, tranne poche eccezioni, come il Mello Blocco, un raduno di boulder che si svolge annualmente in val di Mello.

Gian Paolo Montermini

(*) In Italia sono anni caratterizzati da forti tensioni sociali e dal terrorismo nelle forme più violente. Lotta Continua è un movimento alternativo di estrema sinistra, in aperta contestazione alle regole del sistema. Il nome Roccia Continua deriva da questo movimento politico.