Assicurazione dinamica in arrampicata libera
Il 3 settembre 2017 nella falesia di Flatanger in Norvegia, Adam Ondra scrive l’ennesima pagina di storia dell’arrampicata liberando il primo 9c al mondo, Silence.
Questo è solo un altro passo in avanti nell’evoluzione dell’arrampicata libera e sicuramente non sarà l’ultimo; questa evoluzione è cominciata molti decenni fa, nel preciso istante in cui qualche arrampicatore ha cominciato a cercare di superare i propri limiti uscendo dalla sua “comfort zone”.
Credo che il concetto di “comfort zone” sia molto importante, perché è ciò che davvero identifica l’arrampicata sportiva dal resto del vasto mondo dell’arrampicata su roccia; l’arrampicata libera esisteva anche prima, ovviamente, ma ad un certo punto gli arrampicatori hanno cominciato a spingersi su un terreno sconosciuto, su livelli di difficoltà che non erano in grado di dominare… anzi, al contrario, ben oltre la difficoltà che potevano gestire, fisicamente ma soprattutto mentalmente!
Questo "grande passo per l’umanità" degli arrampicatori è stato reso possibile essenzialmente da un fattore determinante: la possibilità di cadere senza per forza rischiare di farsi male. Nel mondo dell’alpinismo, la caduta durante l’arrampicata non è contemplata perché, bene che vada, ci si fa comunque male e questo, ovviamente, non ha permesso agli arrampicatori di rischiare più del dovuto.
L’invenzione di materiali sempre più dinamici (corde), l’utilizzo di protezioni sempre più sicure e le nuove tecniche di assicurazione dinamica hanno permesso agli arrampicatori di accettare sempre di più la caduta come parte dell’arrampicata, alzando quindi moltissimo il loro livello.
In poche parole, l’arrampicata sportiva esiste anche e soprattutto grazie all’assicurazione dinamica!
Ovviamente un’ottima assicurazione non è utile solo all’arrampicatore esperto, ma a tutti: l’arrampicatore esperto, abituato a spingersi al limite e a cadere, potrà farlo sapendo che il proprio assicuratore gli farà un’ottima assicurazione e i suoi voli saranno morbidi e indolori; gli arrampicatori principianti invece acquisteranno maggiore sicurezza, perché sperimenteranno che una caduta alla fine non è niente di traumatico e quindi si concentreranno sempre di più sulla scalata.
Cosa è l'assicurazione dinamica?
Parliamo di assicurazione dinamica in tutte quelle attività di arrampicata in cui è possibile una caduta del primo di cordata, quindi arrampicata sportiva, alpinismo su roccia, arrampicata su cascate di ghiaccio, ecc.
Di queste specialità, solo l’arrampicata sportiva prevede la caduta come parte integrante del gioco e non come eventualità possibile ma da evitare; quindi, è evidente che soprattutto in questa specialità sia fondamentale imparare correttamente a far sicura in questo modo.
Quindi, parliamo di assicurazione dinamica quando, in caso di caduta, il compagno cerca di evitare che la caduta sia traumatica e che il primo di cordata quindi si faccia male.
Proviamo ad immaginare la caduta di un arrampicatore: se il suo compagno bloccasse immediatamente la corda, dopo la prima fase di volo libero, l’arrampicatore scaricherebbe tutta l’energia cinetica del volo contro la parete e sulle proprie caviglie, perché in minima parte questa energia andrebbe sulla corda; questa è sempre un’assicurazione, ma statica.
Se invece l’assicuratore permettesse in modo controllato un certo grado di scorrimento della corda, una buona parte dell’energia del volo si andrebbe a scaricare sulla corda e non più sull’arrampicatore e sulle sue caviglie; questo si intende per assicurazione dinamica.
Obiettivi dell'assicurazione dinamica
Facciamo un piccolo passo indietro e precisiamo da subito quali sono gli obiettivi dell’assicurazione e in quale ordine di importanza. Un arrampicatore che cade può farsi male solo in due modi: cadendo a terra o impattando contro la parete.
- l’obiettivo primario e più importante è quello di evitare in qualsiasi modo che l’arrampicatore cada a terra, perché in questo caso l’assicuratore non potrebbe fare più niente per evitare un trauma al compagno; la caduta a terra è l’eventualità più pericolosa, più traumatica e, per questo motivo, è da evitare sempre, anche a costo di assicurare il compagno in modo statico nei primi metri di arrampicata
- il secondo obiettivo, sempre secondario al primo, è quello di fare in modo che il nostro compagno durante la caduta non vada ad impattare violentemente contro alla parete; anche in questo caso, l’arrampicatore potrebbe farsi molto male
In qualsiasi fase dell’arrampicata e della discesa del primo di cordata, tutte le manovre e le azioni che facciamo come assicuratori servono per assicurarci che questi due obiettivi vengano raggiunti.
Come funziona?
Per assicurare il nostro compagno di arrampicata, dovremo necessariamente usare uno strumento di assicurazione. Ci sono tantissimi dispositivi in commercio, di cui non possiamo parlare dettagliatamente in questo ambito, ma i più utilizzati sono il secchiello e il GRIGRI della Petzl. Altri strumenti non sono assolutamente meno efficaci, ma sicuramente meno utilizzati; è importante comunque informarsi sul loro funzionamento, prima di qualsiasi utilizzo.
Il secchiello è un freno, cioè non blocca la corda, se non attraverso una certa forza esercitata dall’assicuratore; il GRIGRI invece è un bloccante assistito. E qui dobbiamo fare la prima puntualizzazione: assistito significa che il GRIGRI non è progettato per bloccare la corda da solo, ma solo attraverso l’azione dell’assicuratore, che deve tenere la corda a valle in mano; questo significa, che senza tenere la corda a valle in mano, non è garantito che la corda si blocchi nel dispositivo.
La differenza tra i due dispositivi (uno blocca la corda, l’altro la lascia scorrere frenandola) è molto importante, perché è il motivo per cui si usano in modo diverso:

- il secchiello, non bloccando la corda, permette un volo più morbido e dinamico, anche senza ulteriori azioni da parte dell’assicuratore, se non l’utilizzo della mano per frenare la corda fino a fermarla; di contro, serve una maggiore esperienza e l’utilizzo di un guanto per tenere la corda, in quanto ci può essere un forte scorrimento della corda nel secchiello
- il GRIGRI, invece, bloccando la corda, non permette da solo un’assicurazione dinamica; è necessario che l’assicuratore effettui alcune azioni per permettere un certo scorrimento della corda e rendere la caduta più dinamica; è importante ricordare però che la corda a valle deve sempre e comunque essere tenuta in mano dall’assicuratore, perché solo in questo modo è garantito il bloccaggio della corda.
Come funziona il GRIGRI
Il GRIGRI è un dispositivo che assomiglia molto alle cinture di sicurezza delle auto: è formato da una camma, su cui scorre la corda; se la corda esercita una certa forza sulla camma, questa si gira, schiaccia la corda su sé stessa e la blocca.
Se la corda non arriva a esercitare una forza sufficiente sulla camma, questa non si gira e la corda continua a scorrere senza problemi; esattamente come la cintura di sicurezza, che se ci muoviamo piano non si blocca e se invece ci muoviamo velocemente ci inchioda al sedile.
Questo è importante, perché essendo la forza proporzionale sia alla massa che all’accelerazione, per bloccare il GRIGRI servono entrambe: una massa grande può bloccare il dispositivo anche con poca accelerazione, ma una massa piccola ha bisogno di molta più accelerazione per far sì che il GRIGRI si blocchi.
In poche parole, un arrampicatore pesante bloccherà il GRIGRI anche solo appendendosi alla corda; un arrampicatore leggero, invece, potrebbe non avere abbastanza massa per bloccare un GRIGRI, se non con una forte accelerazione (come una caduta). Se lo stesso arrampicatore leggero si appendesse solo alla corda, senza cadere, il GRIGRI potrebbe non bloccarsi.
Il fatto che per permettere al GRIGRI di bloccarsi è necessaria una certa forza sulla corda è importante anche per un altro motivo: se per qualche motivo, esercitiamo una resistenza sulla corda a monte, per esempio stringendo la corda con la mano, togliamo forza alla corda che entra nel GRIGRI e questo potrebbe non bloccarsi.
In tutti questi casi, per aumentare la forza che la corda esercita sulla camma (e quindi fare in modo che il GRIGRI si blocchi), è sufficiente aumentare, anche di poco, la forza contraria, a valle del dispositivo, tenendo quindi la corda in mano sotto il GRIGRI.
Come si usa il GRIGRI
Per questo motivo, nel normale utilizzo del GRIGRI, cioè durante la progressione del nostro compagno, dovremo fare in modo di non perdere mai la tenuta della corda a valle; quindi, dovremo utilizzare il GRIGRI esattamente come un secchiello. Anche nel momento in cui dobbiamo dare velocemente corda al compagno, come durante la moschettonata, dovremo cercare di farlo senza mai mollare la corda.
In caso invece di caduta del compagno, come detto, il GRIGRI tende a bloccare la corda; per fare in modo che la caduta risulti dinamica, è necessario quindi che l’assicuratore accompagni la caduta muovendosi in modo più o meno accentuato verso la direzione della corda, anche a volte con un salto, in modo da accompagnare la caduta dell’arrampicatore.
Qui però entrano in gioco numerose variabili, che è bene considerare:
Tempo di reazione
Cioè, quando iniziare ad accompagnare la caduta del compagno? Se iniziamo troppo presto, il nostro compagno farà un volo più lungo e in gran parte non controllato da noi; se invece iniziamo troppo tardi, la corda andrà in tensione mentre noi siamo ancora fermi e l’assicurazione risulterà molto statica.
È importante imparare a prendere il tempo giusto, in modo da essere in movimento nel preciso momento in cui il nostro compagno inizia a tendere la corda con la sua caduta; non è per niente facile, ci vuole tanto allenamento e attenzione e soprattutto è necessario imparare a usare la mano a monte come un sensore, in modo da percepire la tensione della corda.
Ricordiamoci però di non stringere con la mano la corda a monte del GRIGRI per non togliere forza sulla corda, che, come abbiamo detto, potrebbe non permettere al GRIGRI di bloccarsi; inoltre, ricordiamoci per lo stesso motivo di tenere sempre la mano sotto il GRIGRI.
Differenza di peso
Un aspetto molto importante da considerare è la differenza di peso tra arrampicatore e assicuratore: il peso tra i due non deve essere necessariamente simile, ma forti differenze di peso rendono tutto più complicato e bisogna essere ancora più bravi nell’assicurazione.
Se l’arrampicatore è più pesante dell’assicuratore, sarà più facile per quest’ultimo trattenere in modo dinamico un eventuale caduta del primo: la differenza di peso farà in modo che, senza grosse azioni, l’assicuratore venga alzato da terra e faccia da contrappeso, rendendo la trattenuta dinamica.
Ma se l’arrampicatore è molto più pesante dell’assicuratore, potrebbe essere pericoloso, sia per il primo, perché farebbe un volo molto più lungo rischiando di sbattere contro qualcosa, che per il secondo, perché verrebbe trascinato violentemente contro la roccia e potrebbe farsi male; in questi casi, l’assicuratore deve cercare di opporre resistenza e, in certi casi, utilizzare strumenti in commercio per aumentare la resistenza sulla corda (es. Edelrid Ohm).
Al contrario, se l’arrampicatore è più leggero dell’assicuratore, sarà più difficile per quest’ultimo fare un’assicurazione dinamica: l’assicuratore dovrà prendere molto bene il tempo per assecondare il volo del compagno e dovrà cercare di accompagnarlo molto, cercando anche di saltare al momento giusto. Saltare al momento sbagliato, o non saltare affatto, causerebbe una trattenuta molto statica e molto traumatica per l’arrampicatore, che si potrebbe fare male e perdere fiducia in sé stesso e nell’assicuratore.
Il caso in cui l’arrampicatore è molto più leggero dell’assicuratore è il caso più difficile da gestire: l’assicuratore deve essere molto bravo e molto allenato a far sicura ad una persona così più leggera di lui; probabilmente, in questo caso, non sarà più sufficiente prendere il tempo e saltare per accompagnare il volo, ma sarà anche necessario utilizzare la mano a monte sulla corda non più solo come sensore, ma anche come resistenza sulla corda stessa, in modo da togliere energia al volo del primo (facendo sempre attenzione a non stringere la corda con la mano a monte e tenendo invece stretta la corda con la mano a valle, per le ragioni già descritte in precedenza).
Per ulteriori consigli tecnici relativi all'uso del GRIGRI consulta la pagina ufficiale PETZL.
Altre raccomandazioni
Un errore molto frequente che a volte ha causato incidenti è il mancato nodo in fondo alla corda utilizzata per scalare anche in falesia; non è raro trovare tiri di 35-40 metri e per calare il nostro compagno da questi tiri abbiamo bisogno di una corda sufficientemente lunga. Se la corda non è abbastanza lunga e non abbiamo fatto il nodo in fondo alla corda, questa può finire senza che ce ne accorgiamo, scappare dal GRIGRI e far precipitare il nostro compagno; meglio quindi fare un nodo in fondo alla corda, meglio se legata al telo porta-corda.
Un altro suggerimento è quello di usare dei guanti, anche per far sicura con GRIGRI, perché non sono rare le scottature per scorrimento della corda. Molto utili sono anche gli occhialini prismatici, che consentono di guardare il nostro compagno che scala mantenendo una posizione del collo neutra; in questo modo, non affatichiamo il collo e non siamo costretti a distogliere la nostra attenzione dall'arrampicatore per rilassare i muscoli affaticati dalla posizione.
Conclusioni
La maggioranza degli incidenti in falesia sono causati da errori e disattenzioni umane; non è però vero che ci sono più incidenti utilizzando strumenti manuali come il secchiello, perché normalmente gli arrampicatori si sentono più responsabili delle loro azioni con uno strumento del genere.
È quindi importante non sottovalutare i rischi, anche e soprattutto utilizzando strumenti più evoluti come il GRIGRI; è fondamentale allenare l’assicurazione, almeno quanto ci si allena per scalare meglio. Tutti noi siamo insieme arrampicatori e assicuratori: se vogliamo che i nostri compagni ci facciano sicura bene e con attenzione, dovremmo fare altrettanto noi con loro.
Allenare la nostra capacità di assicurare bene ridurrà il rischio di infortuni, aumenterà la fiducia dei nostri compagni, facendoli scalare meglio e osare di più, e ci darà molta soddisfazione nel vedere che le persone si affideranno completamente a noi per la loro sicurezza.
Tutti noi arrampicatori, per migliorare in questo gioco, abbiamo bisogno di avere meno paura e, quindi, di bravi assicuratori.
Marek Fontanili